Venuto al mondo (voto:7/10)

Venuto al mondo

SCHEDA TECNICA


REGIA: Sergio Castellitto

GENERE: Drammatico

PRODUZIONE: Italia,Spagna, Croazia

ANNO: 2012

DURATA: 127 min.

CONSIGLIATO A: Chi ha amato il romanzo da cui il film è tratto.

INTERPRETI: Penelope Cruz, Emile Hirsch, Adnan Haskovic, Pietro Castellitto, Saadet Aksoy, Luca De Filippo, Sergio Castellitto, Jane Birkin, Mira Furlan, Branko Djuric, Isabelle Adriani, Sanja Vejnovic, Luna Mijovic, Juan Carlos Vellido, Milan Pavlovic, Moamer Kasumovic, Rijad Gvozden.

TRAMA – RECENSIONE


Poggiando sulle solide basi del romanzo omonimo della moglie Margaret Mazzantini, Sergio Castellitto mette alla prova nuovamente se stesso in un dramma a tinte forti che si sviluppa sullo sfondo del conflitto in Jugoslavia degli anni ’80, cui seguì il lungo e sanguinoso assedio di  Sarajevo.

Una coppia di interpreti d’eccezione (Emile Hirsch e Penelope Cruz) supportata da un ottimo cast di comprimari sono gli ingredienti che il regista usa per raccontare la tormentata storia di Gemma e Diego, lui fotografo giramondo, lei studentessa universitaria alle prese con una ricerca sullo scrittore Ivo Andric. L’amore che scocca tra i due è l’inizio di un percorso insieme, denso di momenti di pura felicità ma funestato da eventi tragici: dal sogno di Gemma di avere dei figli infrantosi in seguito alla scoperta di essere sterile, agli orrori di una guerra – quella in Bosnia ed Herzegovina- carica di violenza ed atrocità.

Tragedia storica e tragedia personale si intrecciano muovendosi tra passato e presente in un film dalla regia asciutta ed equilibrata, in grado di evitare quasi sempre  le trappole retoriche del melò ma incapace di essere all’altezza delle proprie ambizioni. Castellitto lascia troppo spesso alla sterile narrazione dei fatti il compito di raccontare il doppio dramma vissuto dai protagonisti ed appare eccessivamente didascalico in molte scene. Sul versante “geopolitico”  l’assedio di Sarajevo rimane ad un livello puramente illustrativo e riflette l’incertezza registica dell’autore, poco incline ad assumersi la responsabilità di “far suo” il romanzo della moglie, anche a costo di stravolgerne alcune parti.
La scelta del figlio Pietro come interprete di uno dei personaggi principali (non svelo ulteriori dettagli per non anticipare nulla di più della pellicola) è l’ultimo degli errori che il regista commette: il ragazzo, completamente fuori parte, nonostante il suo impegno non riesce a dare credibilità al suo ruolo e finisce per sferrare il colpo di grazia ad un’opera coraggiosa ed onesta, meritevole di essere vista ma che non riesce a centrare del tutto l’obbiettivo che si era prefissa.

I poeti sono stupidi come mosche contro un vetro! Sbattono contro l’invisibile per arraffare un po’ di cielo…

Trailer:

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