Un amore di gioventù (voto:7/10)

un amore di gioventu

SCHEDA TECNICA


REGIA: Mia Hansen-Løve

GENERE: Sentimentale

PRODUZIONE: Francia, Germania

ANNO: 2011

DURATA: 110 min.

CONSIGLIATO A: Chi ha avuto un amore tormentato.

INTERPRETI: Lola Creton, Sebastian Urzendowsky, Magne Brekke, Valérie Bonneton, Serge Renko, Ozay Fecht, Gregoire Akcelrod.

TRAMA – RECENSIONE


“Ti amo, sei mio” leggevo ieri scritto su un muro mentre attraversavo in macchina la mia città. L’amara riflessione sullo stridente accoppiamento tra amore e possesso ha monopolizzato la mia attenzione per tutto il giorno: Come può, mi chiedevo, un sentimento così nobile nella sua essenza essere accostato con tanta leggerezza a qualcosa che è in perfetta antitesi con esso?

Il caso, come fa spesso in queste occasioni, evidentemente interessato a farmi procedere sul filo dei miei pensieri ha deciso di porre sulla mia strada il film di Mia Hansen-Løve, storia di una passione tormentata e distruttiva che incapace di vincere i propri lati oscuri rovina se stessa.

Camille, 15 anni, si innamora perdutamente di Sullivan, 19 anni. L’intensità del sentimento di Camille diviene insostenibile per il ragazzo, che decide di partire per il Sud America alla ricerca di se stesso. E’ l’inizio di un incubo per Camille, dal quale uscirà soltanto anni dopo grazie all’incontro con l’architetto Lorentz a cui si legherà professionalmente e sentimentalmente; ma si sa, il primo amore non si scorda mai

Siamo dalle parti di Eric Rohmer, della Nouvelle Vague e di un certo cinema francese irreplicabile e misterioso che sembra sfuggire ad ogni tentativo di comprenderlo: leggero ma non vuoto, delicato ma non stucchevole, lento ma mai noioso, capace di accarezzare lievemente lo spettatore ed emozionare con soltanto lo scorrere degli eventi. La regista (appena trentunenne), cresciuta alla scuola di Olivier Assayas padroneggia bene la storia e le sue suggestioni, mostra soltanto ciò che è necessario e lascia che sia chi guarda a colmare con la propria immaginazione e le proprie esperienze personali i gap narrativi.

Si sofferma lungamente sulle grazie e sul viso della brava Lola Creton poichè la bellezza è parte essenziale di questo “amor fou” adolescenziale che non riesce a sfuggire alla sua dimensione, ma lo fa con semplicità e naturalezza ed evita toni drammatici persino quando Camille, sopraffatta dalla tristezza compie il gesto più drammatico di tutti. E grazie alla ottima fotografia di Stèphane Fontaine cattura lo splendore delle campagne francesi ed i paesaggi metropolitani parigini facendone la cornice di un racconto di formazione che consiglio a tutti di vedere, soprattutto a quella sconosciuta amica che con la sua scritta su un muro della mia città ha scatenato il turbine dei miei pensieri per una giornata intera…

Trailer:

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