Ricomincio da tre (voto:7,5/10)

ricomincio da tre

SCHEDA TECNICA


REGIA: Massimo Troisi

GENERE: Commedia

PRODUZIONE: Italia

ANNO: 1981

DURATA: 110 min.

CONSIGLIATO A: Chi vuol conoscere il primo Troisi, qui al suo esordio assoluto al cinema.

INTERPRETI: Massimo Troisi, Fiorenza Marchegiani, Lello Arena, Marco Messeri, Deddi Savagnone, Marina Pagano, Marta Bifauo, Vincent Gentile, Ettote Carlone, Carmine Faraco, Jeanne Mas, Pino Piciccio, Luciano Crovato, Michetta Farinelli, Giuliano Santi, Marta Bifano, Laura Nucci, Renato Scarpa, Michele Mirabella, Lino Troisi, Patrizio Rispo.

TRAMA – RECENSIONE


Esordio come attore, sceneggiatore e soprattutto regista di Massimo Troisi, che con “ricomincio da tre” vinse due David di Donatello, 4 nastri d’argento e due globi d’oro e fece il pieno di spettatori al botteghino.

La storia è quella di Gaetano, timido ragazzo Napoletano che decide di lasciare la sua città ed andare a Firenze a casa della zia per fare nuove esperienze. Qui viene raggiunto dal bizzarro amico Lello, incontra un bel po’ di gente strana e si innamora dell’emancipata infermiera Marta…

Improntato molto su una comicità melanconica ben lontana dalla volgarità delle commedie di quegli anni, il film di Troisi ha il pregio di ribaltare i classici clichè maschio-forte femmina-debole: la figura di Marta, acculturata, indipendente e sicura di se stessa che seduce l’ingenuo e tenero provinciale Gaetano, tradisce l’opinione che il regista ha sul ruolo della donna nella società, un ruolo attivo e combattivo che la pone allo stesso livello dell’uomo.

Tale concezione Troisi la riprenderà in molti suoi film successivi (basti pensare alla Francesca Neri di “pensavo fosse amore invece era un calesse” ); il suo personaggio così fragile e intimorito dal mondo femminile, quasi aggredito da un modello di donna forte e femminista, coglie con particolare sensibilità quella che era la cultura giovanile degli anni ’70 e diviene il tratto distintivo delle sue commedie.

Definire debole Gaetano però sarebbe sbagliato: egli infatti nonostante sia una persona semplice ed ingenua ha dalla sua parte la forza che gli deriva dalla delicatezza del suo animo e la saggezza delle persone umili (saggezza di cui sono intrisi i suoi splendidi monologhi, divertenti e profondi allo stesso tempo). Tale forza, che lo spettatore percepisce durante il corso del film si manifesterà quando verrà messo di fronte ad una scelta difficile.

L’unica critica che mi sento di fare ad un’opera prima che fu un vero e proprio caso cinematografico in Italia riguarda il poco spazio che l’onnipresente artista partenopeo lascia agli altri attori (soprattutto alla Marchegiani), quasi zittiti e messi in un angolo dalla sua straordinaria spontaneità e verve comica.

Ma glielo perdoniamo, giusto?

Trailer:

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