Posti in piedi in paradiso (voto:6/10)

posti in piedi in paradiso

SCHEDA TECNICA


REGIA: Carlo Verdone

GENERE: Commedia

PRODUZIONE: Italia

ANNO: 2012

DURATA: 119 min.

CONSIGLIATO A: Fan accaniti di un Carlo Verdone che ormai  ha poco da dire.

INTERPRETI: Carlo Verdone, Pierfrancesco Favino, Marco Giallini, Micaela Ramazzotti, Diane Fleri, Nicoletta Romanoff, Nadir Caselli, Valentina D’Agostino, Maria Luisa De Crescenzo, Giulia Greco, Gabriella Germani.

TRAMA – RECENSIONE


Chi come me ha amato i film di Carlo Verdone non può che rimanere deluso dalla piega che ha preso il suo cinema negli ultimi anni. Personaggi indimenticabili come il frustrato professore di lettere Piero Ruffolo di “compagni di scuola”, o il nevrotico Bernardo di “maledetto il giorno che t’ho incontrato”, o ancora il bidello laureato Rolando di “acqua e sapone”, sono introvabili nella filmografia recente del geniale regista romano, appiattitosi ormai nella realizzazione di commedie banalotte e prive di quel retrogusto amaro capace di far ridere, commuovere e riflettere allo stesso tempo lo spettatore.

“Posti in piedi in paradiso” , storia di tre “italiani medi” finiti in bolletta e costretti da una serie di eventi tragicomici a dare il via ad una difficile convivenza per ammortizzare le spese dell’affitto, nonostante le tre candidature ai David di Donatello ed i tre Nastri d’Argento ottenuti (miglior commedia, miglior attrice protagonista Micaela Ramazzotti, miglior attore  non protagonista Marco Giallini) e per quanto contenga molti dei temi cari a colui che è stato definito come l’erede di Alberto Sordi, non riesce a imboccare la giusta direzione: Il tocco dolce-malinconico del Verdone dei tempi migliori si avverte appena, la risata stentata e nostalgica che il suo personaggio riesce a strappare fotografa tristemente il declino di un’artista sul viale del tramonto.

Inutile farsi illusioni, il Verdone nel quale si è specchiata un’intera generazione di italiani, un pò spacconi un pò bambini, non c’è più. Rimangono però tutti i suoi vecchi film, i suoi “romanacci de’ borgata”, i  suoi nevrotici senza speranza a rallegrare di tanto in tanto le nostre serate e tanto basta per tributargli il rispetto che merita ed annoverarlo tra i registi che hanno fatto la storia del cinema italiano.

Trailer:

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