Poker Generation – il film italiano sul Texas Hold’em (voto:6/10)

poker generation

SCHEDA TECNICA


REGIA: Gianluca Mingotto

GENERE: Drammatico, Azione

PRODUZIONE: Italia, Malta

ANNO: 2012

DURATA: 105 min.

CONSIGLIATO A: Chi ama il rischio e le situazioni adrenaliniche.

INTERPRETI: Piero Cardano, Andrea Montovoli, Francesca Fioretti, Francesco Pannofino, Lina Sastri, Emanuela Rossi, Claudio Castrogiovanni, Eros Galbiati, Emanuela Postacchini, Naomi Assenza, Sophie Cavaliere, Andrea Pannofino, Salvatore Barone.

TRAMA – RECENSIONE


Il cinema ha sempre avuto un debole per il poker, un mondo affascinante, una materia che ben si presta alla narrazione filmica ma che non è così facile da trattare come può apparire. Il pericolo al quale si va incontro è di scadere nel luogo comune e successi di botteghino come “Cincinnati Kid”, “Rounders o l’italiano “Regalo di Natale” rimangono ad oggi delle mosche bianche in tema di film su questo famoso gioco di carte.

Ci riprova il padovano Gianluca Mingotto, regista esordiente di “Poker Generation”, lungometraggio italiano che racconta il fenomeno del poker nel nostro paese. La pellicola, uscita nelle sale ad aprile 2012, è incentrata sulla storia di due fratelli alla disperata ricerca di denaro per fare operare la sorella malata.
Determinati e disposti a tutto, Tony e Filo incontrano il Texas Hold’em sulla loro strada e ad esso affidano il loro destino. Ed è proprio Il poker il protagonista indiscusso del film, reale come reali sono anche molti personaggi che lo animano: veri giocatori professionisti italiani come Salvatore Bonavena, Luca Pagano o Fabrizio Baldassari che recitano in piccoli cameo quando i due fratelli protagonisti si ritroveranno a Malta per giocare un torneo live.

Accanto ai poker Pro, troviamo attori di spessore come Lina Sastri e Francesco Pannofino, i giovani Piero Cardano e Andrea Montovoli affiancati dall’ex gieffina Francesca Fioretti, nella vita giocatrice di poker per diletto. L’opera di Gianluca Mingotto non passerà certamente alla storia, né pretende di farlo, però si lascia guardare con piacere, soprattutto se si è giocatori di poker e dunque si è in grado di afferrare meglio lo slang del gioco, le strategie dell’holdem che i protagonisti mettono in atto e le logiche di pensiero che animano la trama di un film accolto tiepidamente da critica e pubblico, ma che nonostante i difetti – il regista calca troppo la mano sui buoni sentimenti e la retorica facile –  merita di essere visto.

Trailer:

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