Pensavo fosse amore invece era un calesse (voto:7,5/10)

pensavo fosse amore invece era un calesse

SCHEDA TECNICA


REGIA: Massimo Troisi

GENERE: Commedia

PRODUZIONE: Italia

ANNO: 1991

DURATA: 113 min.

CONSIGLIATO A: Chi ha amato il cinema di Massimo Troisi. Un film sull’amore e sulla sua fine.

INTERPRETI: Massimo Troisi, Francesca Neri, Angelo Orlando, Marco Messeri, Natalia Bizzi, Anna Teresa Rossini, Alessia Salustri.

TRAMA – RECENSIONE


Napoli, l’eterno indeciso Tommaso deve sposarsi con la fidanzata Cecilia, commessa in una libreria. E’ l’inizio di un balletto di sentimenti causati dalla gelosia di lei e dall’insicurezza di lui, che diviene il pretesto per una riflessione dolceamara sull’amore e sulle sue evoluzioni.

Con il suo stile inconfondibile ed il suo tocco leggero Massimo Troisi analizza in profondità le difficoltà che il rapporto di coppia incontra nella sua maturazione e fornisce il suo punto di vista.
Partendo dall’incomunicabilità tra i due protagonisti il regista mette in scena un’elaborazione della separazione che si trasforma progressivamente in un percorso interiore di consapevolezza della fragilità dei sentimenti e dell’impossibilità di mantenere un legame duraturo tra un uomo ed una donna.

La sua analisi però non diviene mai teorema o verità assoluta: l’insoddisfazione di Tommaso, la delusione nel constatare che quello che credeva amore invece era solo un calesse non si staccano mai dal personaggio e non divengono mai sentenze o insegnamenti. Troisi, con profonda umiltà ammette che in fondo quando si tratta di questioni di cuore, nonostante le scelte compiute le certezze vengono meno.

Dal punto di vista tecnico è evidente la maturazione dell’artista partenopeo, sia per quel che riguarda la regia, attenta e più sinceramente intimista rispetto alle sue opere precedenti, sia per quel che riguarda la recitazione, più misurata ed altruista (ampio spazio infatti è lasciato agli attori comprimari, tra i quali un magnifico Angelo Orlando che per la parte di Amedeo, il bigotto amico di Tommaso, vince nel 1992 il David di Donatello).

Devo confessarlo, mi tremano le dita mentre scrivo. Parlare di un personaggio immenso come Massimo Troisi provoca sempre una certa emozione. Con il suo sguardo allegro e malinconico, le sue insicurezze, la sua bontà d’animo e quella timidezza che era espressione esterna della sua sensibilità interiore egli ha rappresentato prima che Napoli ed i napoletani, un’Italia che ormai si è persa e che era senza dubbio l’Italia migliore.

Ecco il motivo per il quale Massimo Troisi ci è rimasto nel cuore: perchè nonostante il successo, è stato ed è rimasto fino alla fine uno di noi...

Scriveva di lui Roberto Benigni:

“Non so cosa teneva dint’a capa, intelligente, generoso e scaltro… Per lui non vale il detto che è del Papa: morto un Troisi non se ne fa un altro.”

Trailer:

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