La cena dei cretini (voto:8/10)

La cena dei cretini

SCHEDA TECNICA


REGIA: Francis Veber

GENERE: Commedia

PRODUZIONE: Francia

ANNO: 1998

DURATA: 80 min.

CONSIGLIATO A: Chi vuol ridere di gusto.

INTERPRETI: Jacques Villeret, Francis Huster, Thierry Lhermitte, Daniel Prévost, Catherine Frot.

TRAMA – RECENSIONE


L’idea che la tragedia rappresenti il senso della vita è vecchia quanto la nostra civiltà. Ai tempi dei greci c’erano comunque i gradassi, i James Dean dell’epoca, belli e dannati. L’idea che la vita possa iniziare in commedia e finire in farsa non sfiora nessuno: tutti abbiamo qualcosa da dire, tutti ci portiamo dentro l’inesplicabile senso del destino, ecc.

Dunque, la Cena dei cretini di Francis Veber, non apparirà che una simpatica produzione francese del 1998, con cui trascorrere il tempo di una partita di calcio senza la stessa bile. E lo è pure, sia chiaro. La trama, del resto, si presta benissimo. Un gruppo di amici, gente snob dell’alta borghesia francese, si riunisce una volta la settimana a cena: ciascuno deve invitare qualche cretino, persone strane dei quali ci si burlerà per il resto del convito. Vince chi porta l’idiota per eccellenza. Pierre Brochant (Thierry Lhermitte) , dopo opportuna segnalazione, invita alla cena l’umile impiegato del ministero del Tesoro, François Pignon (Jacques Villeret). Purtroppo, Brochant rimane bloccato a casa a causa del colpo della strega. Ci rimane con Pignon. E qui avviene di tutto.

Allo spettatore più attento, però, a fine visione, magari dopo una abbondante dose di risate (vi sono scene davvero esilaranti) i conti non tornano. Se si pone la domanda: «Perché questi ‘cretini’ sono considerati tali?», ci si accorge che la situazione è meno semplice di quanto l’espressione da ebete di un ottimo Villeret non dimostri. A guardarli bene, questi cretini non sono tali. Sono persone molto comunicative, buone, sincere. Trascorrono il tempo – questo tributo che l’alta società versa al dio quattrino – in occupazioni che, escluso il lavoro, non sono retribuite né utili: che c’è di utile nel fabbricare un modellino (perfetto, tra l’altro) di torre Eiffel con dei fiammiferi? Nulla. Eppure, trascorrere le serate immersi nel proprio hobby non è assai diverso, in fatto di utilità, che invitare a cena perfetti sconosciuti per farli oggetto di sfottò. Sicuramente è più etico utilizzare i fiammiferi. I ‘cretini’ sono rimasti bambini, offesi dalla vita e dai ‘migliori’ che sottraggono loro opportunità di carriere, mogli, danaro, ecc. Eppure, nell’affrontare i grandi drammi, sottesi al fiume comico della narrazione, sono più seri di chi è costretto a mentire, a nascondersi, ad accampare scuse per giustificare amanti, figuracce, debolezze.

Trailer:

VOTA IL FILM!

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars6 Stars7 Stars8 Stars9 Stars10 Stars (Ancora Nessun Voto)

Loading...

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: