Il Postino (voto:8/10)

il postino

SCHEDA TECNICA


REGIA: Michael Radford

GENERE: Drammatico

PRODUZIONE: Spagna, Italia, Regno Unito

ANNO: 1994

DURATA: 108 min.

CONSIGLIATO A: Tutti. Un capolavoro imperdibile.

INTERPRETI: Massimo Troisi, Philippe Noiret, Maria Grazia Cucinotta, Linda Moretti, Renato Scarpa, Anna Bonaiuto.

TRAMA – RECENSIONE


“Il tuo sorriso si espande come una farfalla sul tuo viso, il tuo riso è come una rosa, una lancia che si sfila, un’acqua che prorompe, il tuo riso è un’onda d’argento repentina. Mi piaci quando taci perché sei come assente…”. Tratto dal romanzo “Il postino di Neruda” ed opera ultima di Massimo Troisi che dopo solo poche ore dal termine delle riprese morì.

1952, il grande poeta Cileno Pablo Neruda (Philippe Noiret), esiliato dal suo paese viene trasferito in Italia nell’isola di Salina (appartenente all’acripelago delle isole Eolie) e qui fa amicizia con Mario Ruoppolo (Massimo Troisi), il postino che gli consegna le lettere. Mario, uomo semplice e sincero, affascinato dalla personalità e dalle opere del poeta gli chiede aiuto per conquistare il cuore di Beatrice, la ragazza di cui si è innamorato; imparerà l’amore per la poesia, diverrà comunista e rimarrà profondamente segnato dalla straordinaria esperienza.
Eccezionale successo di critica e di pubblico e film che consacra Massimo Troisi come attore di fama mondiale (la sua toccante interpretazione gli valse una candidatura postuma agli Oscar), “il postino” è un inno alla poesia, alla bellezza ed alla potenza delle parole. Commovente e malinconico con una punta di nostalgia, sofferto fino alla fine (come traspare dal volto stanco e scavato di Troisi che volle fare le riprese nonostante i suoi problemi di salute), record di incassi NEL MONDO per un film italiano fino al 1994, Oscar per la miglior colonna sonora drammatica, inserito dal New York Times nella lista dei 1000 migliori film di sempre, è un vanto per l’Italia e gli italiani. Tra le altre cose, rese celebre Maria Grazia Cucinotta (Beatrice) che con le sue grazie e la sua interpretazione divenne il simbolo di un tipo di bellezza meridionale che per un pò la intrappolò (e forse la intrappola ancora).

La poesia di Neruda, che un innamorato Mario Ruoppolo dedica all’oggetto del suo desiderio:

Nuda sei semplice (cento sonetti d’amore, XXVII)

“Nuda sei semplice come una delle tue mani,
liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
hai linee di luna, sentieri di mela,
nuda sei delicata come il grano nudo.
Nuda sei azzurra come la notte a Cuba,
hai rampicanti e stelle fra i capelli,
nuda sei enorme e gialla
come l’estate in una chiesa d’oro.
Nuda sei piccola come una delle tue unghie,
curva, sottile, rosea finché nasce il giorno
e t’addentri nel sotterraneo del mondo
come in una lunga galleria di vestiti e di lavori:
la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia
e di nuovo torna a essere una mano nuda.”

Trailer:

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