Guardami (voto:7/10)

guardami

SCHEDA TECNICA


REGIA: Davide Ferrario

GENERE: Drammatico

PRODUZIONE: Italia

ANNO: 1999

DURATA: 95 min.

CONSIGLIATO A: Chi vuol guardare un film coraggioso purtroppo stroncato dalla critica.

INTERPRETI: Elisabetta Cavallotti, Luigi Diberti, Gianluca Gobbi, Antonio luigi Grimaldi, Angelica Ippolito, Flavio Insinna, Claudio Spadaro, Yorgo Voyatzis.

TRAMA – RECENSIONE


Liberamente ispirato alla vita dell’attrice Moana Pozzi.

Nina, disinibita attrice porno si scopre malata di cancro. In ospedale conosce il timido Flavio anch’esso con la sua stessa malattia. A poco a poco la loro amicizia diverrà amore…

Coraggioso film di Davide Ferrario che ci mostra, attraverso necessarie scene hard esplicite, il dorato mondo del porno senza scadere nelle ipocrisie e negli stereotipi tipici di altre opere di questo genere. La visione laica e non moralista che il regista dà dei set a luci rosse evidentemente non è piaciuta ai critici che hanno stroncato la pellicola quasi unanimamente alla 56° mostra del cinema di Venezia decretandone l’insuccesso.

Peccato. Peccato perchè “guardami” nonostante non sia un capolavoro è un’opera  onesta e commovente che meritava una chance. E soprattutto peccato per la bravissima Elisabetta Cavallotti che pur non essendo un’attrice porno di professione si è messa in gioco ed ha dato al personaggio tutta se stessa, trasformandolo da semplice oggetto sessuale in essere umano.

“Il mio film più onesto e coraggioso, per me anche il più bello (quantomeno, quello a cui sono più affezionato). E’ anche quello che ha fatto incazzare tutti, a destra e a sinistra. E’ la storia di Nina, una pornoattrice, che – come Moana Pozzi – si ritrova un cancro addosso. Nel film c’è del sesso vero, orge e set porno: ma ci sono anche le corsie di ospedale, le chemioterapie e tutto il resto. Il cortocircuito tra malattia e porno ha fatto saltare i nervi a molti: ma è la vita ad essere così spudorata, così umanamente “impossibile”. Mi dispiace soprattutto che nel giudicare il film ci si sia limitati all’epidermide (in senso letterale): vorrei che lo si potesse riscoprire per quello che è in quanto cinema.” (Davide Ferrario)

Trailer:

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