Carlos – Miniserie (voto:8,5/10)

carlos

SCHEDA TECNICA


REGIA: Olivier Assayas

GENERE: Biografico, Spionaggio

PRODUZIONE: Francia, Germania

ANNO: 2010

STAGIONI: miniserie in 3 puntate.

CONSIGLIATO A: Chi vuol saperne di più sulla vita spericolata del terrorista venezuelano Ilich Ramírez Sánchez detto Carlos lo sciacallo.

INTERPRETI:  Édgar Ramírez (Carlos lo Sciacallo), Alexander Scheer (Johannes Weinrich), Nora von Waldstätten (Magdalena Kopp), Christoph Bach (Hans-Joachim Klein), Ahmad Kaabour (Wadie Haddad), Susanne Wuest (Edith Heller), Anna Thalbach (Inge Viett), Julia Hummer (Gabriele Kröcher-Tiedemann).

TRAMA – RECENSIONE


Sono innamorato del cinema di Olivier Assayas da quando, ormai un bel pò di anni fa, vidi lo struggente e bellissimo “L’eau froide”. La sua delicatezza stilistica e la sua professionalità sono sempre state una garanzia di qualità per me e questo è il motivo per il quale, un pò prevenuto a dire il vero (ecco, la solita storia di gangster pensavo) ho iniziato a guardare la miniserie “Carlos”, memore anche dell’errore madornale che avevo compiuto con “romanzo criminale”, altra miniserie molto bella che avevo ignorato per un sacco di tempo.
Ho notato con piacere che il mio istinto ancora una volta aveva fatto centro: dopo qualche minuto di visione la storia cattura la mia attenzione e mi risucchia nel suo vortice per sputarmi fuori quasi sei ore dopo soddisfatto ed  impressionato e con un desiderio impellente di scrivere la recensione sul film.

Ed eccomi qui, parliamo un pò del film, o meglio, dell’opera. Presentata al festival di Cannes nel 2010, è la biografia del famoso terrorista marxista e mercenario venezuelano Ilich Ramírez Sánchez detto Carlos lo sciacallo che terrorizzò il mondo dal 1973 al 1994 anno del suo arresto (clamoroso fu l’assalto a Vienna alla sede dell’OPEC nel 1975 ed il sequestro di 60 ostaggi).
Frutto di un imponente lavoro di documentazione storica e giornalistica, “Carlos” cerca di raccontare gli eventi in maniera neutrale, facendo ben attenzione a non scadere nell’apologia o nella mitizzazione e con un occhio di riguardo per l’azione e l’intrattenimento. Il personaggio interpretato da Édgar Ramírez (candidato ai Golden Globe 2011 come miglior attore in una miniserie) viene seguito nel suo percorso di crescita dai primi anni di attività dominati soprattutto dall’idealismo e dalla fede nella causa palestinese fino all’ambiguità tra etica ed egocentrismo degli anni successivi, ed innestato in un contesto storico e politico denso di spie, complotti e macchinazioni nel quale gli stati sono complici e mandanti delle peggiori atrocità.
La tesi di Assayas è chiara (e noi italiani dovremmo capirlo più degli altri): terrorismo e ragion di stato spesso vanno a braccetto e la storia, quella vera, difficilmente la leggeremo sui libri di scuola.

Eccezionale ed assolutamente da non perdere!

Trailer:

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