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La caduta degli Dei (voto: 10/10)

Non c’è scena di questo film di Luchino Visconti, uscito in America nel 1969, che non sia una citazione di una pagina di letteratura o di storia della Germania. Ed è questa capacità di andare oltre il testo che fa di un’opera un capolavoro assoluto.

La caduta – gli ultimi giorni di Hitler (voto:9/10)

Quando il film apparve, nel 2004, fu accompagnato da lunghe polemiche. Paradossalmente tutte, quale che fosse la matrice ideologica, avevano in comune la ripugnanza verso un volto reso umano dalla decadenza fisica e dall’ottundimento della capacità di comprendere quello che si stava consumando.

La cena dei cretini (voto:8/10)

Un gruppo di amici, gente snob dell’alta borghesia francese, si riunisce una volta la settimana a cena: ciascuno deve invitare qualche cretino, persone strane di cui ci si burlerà per il resto del convito.

Appartamento ad Atene (voto: 4/10)

siamo nel 1943 e la Germania ha già invaso la Grecia. Nell’appartamento di una famiglia greca, gli Helianos (marito, moglie e due figli, Leda e Alex), viene alloggiato un ufficiale della Wehrmacht, l’esercito tedesco, che asservisce i membri della famiglia ai propri capricci. Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Glenway Wescott

Viva la libertà (voto:8/10)

Enrico Oliveri (un grande Toni Servillo) è il segretario del maggior partito di opposizione. I colori delle bandiere e la foto di Enrico Berlinguer, che campeggia in sede, tolgono ogni dubbio sul fatto che si tratti del Partito Democratico. Oliveri non ha carisma. Ha perfino fatto le scelte sbagliate, forse troppo ‘moderate’. Decide di abbondare

Liberi (voto:6,5/10)

Vincenzo si lascia alle spalle l'ex-fidanzata ed il matrimonio fallito dei suoi e parte per Pescara. Qui incontra Genny (una splendida Nicole Grimaudo), affetta da disturbo da attacco di panico. I due ragazzi avranno occasione di conoscersi, innamorarsi ed aiutarsi a vicenda. Sullo sfondo la vicenda del padre di Vincenzo, lasciato dalla moglie e licenziato

Auguri professore (voto:8/10)

Ambientato nel 1996, "auguri professore" è la storia del prof. di lettere Vincenzo Lipari e della perdita della sua passione per la professione. L'incontro con una sua ex-alunna divenuta insegnante lo riconcilierà con se stesso e con i suoi alunni.